{"id":329,"date":"2017-01-01T19:04:19","date_gmt":"2017-01-01T18:04:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/?page_id=329"},"modified":"2021-04-29T19:48:11","modified_gmt":"2021-04-29T17:48:11","slug":"pomposa","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/fr\/le-tappe\/pomposa\/","title":{"rendered":"1. Etappe: Abtei von Pomposa \u2013 Porto Garibaldi"},"content":{"rendered":"<p class=\"qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-fr\">D\u00e9sol\u00e9, cet article est seulement disponible en <a href=\"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/329\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it\" title=\"Italiano\">Italiano<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/329\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-en\" title=\"English\">English<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/de\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/329\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-de\" title=\"Deutsch\">Deutsch<\/a> et <a href=\"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/es\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/329\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-es\" title=\"Espa\u00f1ol\">Espa\u00f1ol<\/a>. 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Vous pouvez cliquer l\u2019un des liens pour changer la langue du site en une autre langue disponible.<\/p><p><strong>\u00a0Abbazia di Pomposa <\/strong>(3m. s.l.m.)<\/p>\n<p><strong>\u00a0Porto Garibaldi <\/strong>(2m s.l.m.)<\/p>\n<p>dislivello: \u219112m \u219313m<\/p>\n<p>lunghezza: 25 km<\/p>\n<p>tempo: 6h<\/p>\n<p>Collegamenti: pista ciclabile \u201cVenezia \u2013 Ravenna\u00a0\u00bb<\/p>\n<p>Per i referenti percorsi, posto tappa, e timbrature consultare la pagina <a href=\"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/referenti-del-cammino-e-numeri-utili\/\">contatti<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/download\/\">tappa\u00a0PDF\u00a0Viae Misericordiae<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/drive.google.com\/open?id=0B7MxNIjPCxoKUUpwdnh1S0tLTUU\">Scarica il file kmz apribile con google earth<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.google.com\/maps\/d\/u\/1\/embed?mid=1ktycQBNRj3dK_42GLMhpPjIfLIo\" width=\"640\" height=\"480\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-381 alignright\" src=\"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Pomposa1-150x150.jpg\" alt=\"Pomposa1\" width=\"326\" height=\"326\" srcset=\"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Pomposa1-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Pomposa1-100x100.jpg 100w, https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Pomposa1-88x88.jpg 88w\" sizes=\"auto, (max-width: 326px) 100vw, 326px\" \/><\/p>\n<p>\u00c8 la prima tappa del cammino Viae Misericordiae, \u00e8 praticamente tutta pianeggiante ed attraversa zone molto diverse tra loro. Dall\u2019Abbazia di Pomposa nel comune di Codigoro si percorre in direzione est la strada della bonifica di valle Giralda per arrivare alla vecchia Via Vecchia Corriera che era la prima strada della zona limitrofa al Boscone della Mesola tra dossi e valli, girando a dx verso sud in direzione Volano. Attraverseremo un ponte sull\u2019idrovora della Falce, localit\u00e0 Taglio della Falce, toponimo che richiama la forma della Sacca di Goro che si incunea nel Boscone della Mesola. Si prosegue nello stupendo residuo vallivo chiamato Porticino, per arrivare, lasciando a sx la chiesa di forma esagonale in localit\u00e0 Volano spesso chiusa ma in Abbazia di Pomposa possono indicare le aperture e attraverso il Po di Volano, si arriva al lido di Volano nel comune di<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-382 alignleft\" src=\"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Pomposa2-150x150.jpg\" alt=\"Pomposa2\" width=\"226\" height=\"226\" srcset=\"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Pomposa2-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Pomposa2-100x100.jpg 100w, https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Pomposa2-88x88.jpg 88w\" sizes=\"auto, (max-width: 226px) 100vw, 226px\" \/><\/p>\n<p>Comacchio. Gireremo a sx in direzione est per arrivare nel bosco di Volano, che era parte del bosco della Mesola che proseguiva dopo il Taglio della Falce. Non percorreremo tutta la strada che porterebbe sulle spiagge ma gireremo a dx verso sud nel sentiero forestale che attraversa il bosco perpendicolarmente. Non vedremo spesso il cielo perch\u00e9 sommersi dai pini marittimi, querce e lecci, non bisogna essere particolarmente fortunati ma silenziosi per vedere branchi di cervi e caprioli che vivono nel bosco. Arriveremo o meglio sbucheremo sul mare, qui naturale. Questo itinerario prevede il passaggio al lido delle Nazioni seguendo la spiaggia per evitare la strada e secondo il periodo e il traffico vacanziero. Costeggeremo la spiaggia sempre in direzione sud passando dal Lido delle Nazioni, Lido di Pomposa Lido degli Scacchi per arrivare a Porto Garibaldi. Risaliremo dalla spiaggia per immetterci in via dei Mille girando a ovest per un piccolo tratto per girare nel\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-383 alignright\" src=\"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Pomposa3-150x150.jpg\" alt=\"Pomposa3\" width=\"258\" height=\"258\" srcset=\"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Pomposa3-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Pomposa3-100x100.jpg 100w, https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/Pomposa3-88x88.jpg 88w\" sizes=\"auto, (max-width: 258px) 100vw, 258px\" \/><\/p>\n<p>sentiero a sud che porta in via Salemi, la percorreremo tutta arriveremo in via Giuseppe Bandi poi in via Giovane Italia, arriveremo in via Mentana, gireremo a sx poi a dx\u00a0imboccando via Nino Bixio via Maggiore Leggero e via Caiazzo ci porteranno in via Nino Bonnet, gireremo a dx e in cento metri saremo arrivati al termine della tappa, presso la Chiesa Madonna del Mare.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Dove alloggiare e ristorarsi, prendere le timbrature, materiali utili.<\/strong><\/p>\n<p>Abbazia di Pomposa: possibilit\u00e0 di dormire; con la possibilit\u00e0 di due locali da 7 posti letto con bagni e cucina. Chiamando: <em>\u00ab\u00a0I Frati Ricostruttori nella Preghiera<\/em>\u00ab\u00a0, per le timbrature recarsi negli orari di apertura nell\u2019ufficio parrocchiale.<\/p>\n<p><strong>Abbazia di Pomposa<\/strong>:<\/p>\n<p>Abbazia di Pomposa, Via Pomposa Centro, 10<br \/>\nCodigoro<br \/>\nFE 44034<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.iricostruttori.com\/ricerca-nelle-regioni\/emilia-romagna\/abbazia-di-pomposa-codigoro-ferrara\">http:\/\/www.iricostruttori.com\/ricerca-nelle-regioni\/emilia-romagna\/abbazia-di-pomposa-codigoro-ferrara<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Referente percorso: Umberto Carli<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Ufficio informazioni e <a href=\"http:\/\/www.comune.codigoro.fe.it\/codigoro\/common\/AmvDocumentoInfo.do?MVVC=amvdocui&amp;ID=278&amp;REV=0&amp;MVPD=0&amp;MVTD=1&amp;MVSZ=62\">accoglienza turistica<\/a>: 0533 719110<\/strong><\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\">Luoghi di interesse<\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Pomposa.<\/strong> L&rsquo;insula Pomposiana, conosciuta gi\u00e0 nell&rsquo;antichit\u00e0, era in origine circondata dalle acque (del Po di Goro, del Po di Volano e del mare). Si hanno notizie di un&rsquo;abbazia benedettina, di dimensioni inferiori a quella attuale, a partire dal IX secolo, ma l&rsquo;insediamento della prima comunit\u00e0 monastica nell&rsquo;Insula Pomposiana risale al VI-VII secolo, fondato in epoca longobarda dai monaci di San Colombano che vi eressero una cappella. Il primo documento storico che attesti l&rsquo;esistenza dell&rsquo;abbazia \u00e8 comunque del IX secolo: ne fa menzione il frammento di una lettera che papa Giovanni VIII invi\u00f2 all&rsquo;imperatore Ludovico II.<br \/>\nSappiamo inoltre che nel 981 pass\u00f2 alle dipendenze del monastero pavese di San Salvatore, e che diciotto anni pi\u00f9 tardi subiva la giurisdizione dell&rsquo;Arcidiocesi ravennate, affrancandosene in seguito e godendo, grazie a donazioni private, un periodo di grande fioritura.<br \/>\nL&rsquo;abbazia che noi oggi ammiriamo venne consacrata nel 1026 (quindi edificata prima) dall&rsquo;abate Guido. Alla basilica il magister Mazulo aggiunse in quegli anni un nartece con tre grandi arcate.<br \/>\nFino al XIV secolo l&rsquo;abbazia godette di propriet\u00e0, sia nei terreni circostanti (compresa una salina a Comacchio), sia nel resto d&rsquo;Italia, grazie alle donazioni; poi ebbe un lento declino, dovuto a fattori geografici e ambientali, quali la malaria e l&rsquo;impaludamento della zona, causato anche dalla deviazione dell&rsquo;alveo del Po (rotta di Ficarolo, 1152).<br \/>\nEbbe una grande importanza per la conservazione e la diffusione della cultura durante il Medioevo, grazie ai monaci amanuensi che vi risiedevano. In quest&rsquo;abbazia il monaco Guido d&rsquo;Arezzo ide\u00f2 la moderna notazione musicale e fiss\u00f2 il nome delle note musicali. Fra il 1040 e il 1042 vi soggiorn\u00f2 anche il ravennate Pier Damiani, chiamato a istruire i monaci.<br \/>\nNel 1653 papa Innocenzo X soppresse il monastero, che nel 1802 venne acquistato dalla famiglia ravennate Guiccioli. Alla fine del XIX secolo la propriet\u00e0 pass\u00f2 allo Stato italiano, \u00e8 attualmente in gestione al Polo museale dell&rsquo;Emilia Romagna. E per i dettagli consultare il sito regionale EMILIA ROMAGNA TURISMO, sito ufficiale di informazione turistica della regione; www.emiliaromagnaturismo.it<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><strong>Bosco della Mesola<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Riserva Naturale del Gran Bosco della Mesola, con una superficie di 1.058 ettari, rappresenta uno degli ultimi e meglio conservati residui di bosco di pianura, memoria delle antiche foreste che si trovavano fino a qualche secolo fa lungo la costa adriatica.<br \/>\nOriginatosi presumibilmente nel Medioevo su cordoni dunosi formati dal Po di Goro e dal Po di Volano, il Bosco della Mesola \u00e8 oggi la pi\u00f9 estesa area boschiva del ferrarese. Il terreno \u00e8 di origine alluvionale e presenta un andamento irregolare, sintomo della presenza di antiche dune, che a tratti formano dei ristagni d&rsquo;acqua, con vegetazione palustre. Un tempo il bosco, essendo circondato da paludi, accoglieva numerose variet\u00e0 di uccelli, tipici delle zone umide; la drastica riduzione della fauna, causata dalle opere di prosciugamento, \u00e8 stata frenata con la realizzazione di una zona umida all&rsquo;interno del bosco, chiamata Elciola, chiusa generalmente al pubblico dove trovano rifugio anatidi e aironi.<br \/>\nNote per la visita: Il bosco non \u00e8 interamente visitabile, ma i percorsi autorizzati consentono di avvistare cervi e daini. Si pu\u00f2 accedere a piedi o in bicicletta.<br \/>\nNel bosco \u00e8 presente un percorso didattico di circa 500 metri per non vedenti, attrezzato con un corrimano e tabelle in alfabeto braille che aiutano a comprendere le varie specie vegetali e faunistiche presenti nell&rsquo;oasi.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><strong>Bosco di Volano<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019ambiente.<\/strong><br \/>\nIl comprensorio individuato comprende l\u2019area della foce del Po di Volano dal ponte di Volano allo sbocco in Sacca di Goro e l\u2019ambiente, denominato Peschiere, \u00e8 ci\u00f2 che rimane della porzione meridionale della ex Valle Falce. L\u2019apparato di foce del Po di Volano si articola in due rami, entrambi rivolti verso nord-est, ossia verso l\u2019interno della Sacca di Goro. Il ramo pi\u00f9 orientale \u00e8 stato recentemente separato da Volano e suddiviso in tronchi, con precarie intercomunicazioni, il ramo occidentale \u00e8 la foce oggi attiva e lambisce, con la sua riva sinistra, le Peschiere. Queste sono una palude salmastra in diretto contatto col mare presso il Taglio della Falce. Il Taglio della Falce \u00e8 costituito da un\u2019insenatura marina situata immediatamente a nord della foce del Volano e che limita a S il Bosco della Mesola. Rappresenta la bocca lagunare attraverso cui la Valle Giralda (bonificata nei 1960) e la Valle Falce (prosciugata nel 1969) comunicavano con la Sacca di Goro e quindi con il mare.<br \/>\nIl prosciugamento di Valle Falce ha causato un forte abbassamento della falda acquifera e la conseguente morte degli esemplari pi\u00f9 vetusti del limitrofo Bosco della Mesola. Quest\u2019ultima palude (assieme ad altri due piccoli stagni adiacenti alla Valle Canevi\u00e9) costituisce l\u2019Oasi di Foce Volano. Le acque hanno salinit\u00e0 in genere piuttosto bassa perch\u00e9, nonostante l\u2019area sia in comunicazione con la bocca a mare della Sacca di Goro, risentono molto dell\u2019apporto di acqua dolce dal Po di Volano (Bondesan in Corbetta 1990).<br \/>\n<strong>La flora<\/strong><br \/>\nLa Foce del Po di Volano, le Peschiere e il Taglio della Falce,\u00a0 sono caratterizzati da canneto alofilo e da pochi specchi di acque aperte, sono inoltre presenti praterie. a Nell\u2019area al confine con il Taglio della Falce, un prato salso accompagnato da una piccola macchia termofila dominata da leccio. (Corticelli 1999, Pellizzari e Pagnoni 1998).<br \/>\n<strong>La fauna.<\/strong><br \/>\nNei canneti della foce (zona Peschiere) \u00e8 insediata una delle colonie di airone rosso pi\u00f9 importanti d\u2019Italia (210 coppie). Il Po di Volano \u00e8 un\u2019importante zona di risalita per la cheppia (Alosa fallax ssp. nilotica). Inoltre, nel tratto di acqua dolce vive un abbondante popolamento di triotto, mentre alla foce sono presenti ghiozzetto cenerino e ghiozzetto di laguna. Nei canneti nidifica anche il falco di palude (Costa 1998).<\/p>\n<p>Per la visita<\/p>\n<p>Un percorso turistico naturalistico attualmente non gestito permette di andare dalla punta NE di Porticino passare a S del Taglio della Falce fino e costeggiare le Peschiere fino al ponte di Volano. Un pista ciclabile si sviluppa lungo l\u2019argine da Passo Pomposa fino a Torre della Finanza.<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><strong>Porto Garibaldi<\/strong><\/h4>\n<p style=\"text-align: justify;\">chiamata Magnavacca frazione di Comacchio con circa 4000 abitanti. Il vecchio toponimo derivava presumibilmente dal latino Magno Vacuum, Il Grande Vuoto. Per Rione Magnavacca si intende il pi\u00f9 antico quartiere dell&rsquo;attuale Porto Garibaldi, che in et\u00e0 romana si chiamava Magnum Vacum, poi in epoca medioevale mut\u00f2 in Portum Majavache, e intorno al diciassettesimo secolo di Magnavacca ed infine nel 1919 in Porto Garibaldi, in onore dello sbarco e suo salvamento di Giuseppe Garibaldi e Anita (3 agosto 1849).<br \/>\nIntorno al 1600 sorsero i primi fabbricati in muratura, fra questi: la torre di guardia detta Torre Bianca o Torre Lambertini, il Bettolino, la casa del Conte Ciabatta (governatore del porto), quella del Dazio, dell&rsquo;operatore del Faro, i magazzini del sale, pi\u00f9 alcuni pozzi per l&rsquo;approvvigionamento di acqua dolce per i residenti e per i pescatori che l\u00ec approdavano e chiunque altro ne facesse uso.<br \/>\nNel secolo XIX si eresse il fabbricato della Dogana, Delegazione di Porto e le abitazioni dei possidenti di fondi agricoli come la nuova Chiesa Parrocchiale, il Circolo Mazzini, le scuole elementari ed altre srutture. (detti Casoni).<\/p>\n<p><strong>Comacchio <\/strong>\u00ab &#8230; la citt\u00e0 ch&rsquo;in mezzo alle piscose paludi, del <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Po\">Po <\/a>teme ambe le foci, dove abitan le genti disiose che &lsquo;l mar si turbi e sieno i venti atroci. <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ludovico_Ariosto\">\u00bb(Ludovico Ariosto, <\/a><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Orlando_furioso\">Orlando<\/a> <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Orlando_furioso\">furioso, <\/a>III, 41)<\/p>\n<p>\u00e8, sotto l&rsquo;aspetto paesaggistico e storico, uno dei centri maggiori del <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Delta_del_Po\">delta del Po. <\/a>Ha origine circa duemila anni fa, durante la propria storia fu assoggettata al potere <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Esarcato_di_Ravenna\">dell&rsquo;Esarcato di<\/a> <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Esarcato_di_Ravenna\">Ravenna <\/a>prima, del <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ducato_di_Ferrara\">Ducato di Ferrara <\/a>in seguito, per poi tornare a far parte dei territori dello <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Stato_Pontificio\">Stato Pontificio.<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Etimologia\">L&rsquo;etimologia <\/a>del nome \u00e8 incerta (greco-latino cumaculum= \u00ab\u00a0piccola onda\u00a0\u00bb; \u00ab\u00a0raggruppamento di dossi\u00a0\u00bb in etrusco). La fondazione viene attribuita agli <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Etruschi\">Etruschi, <\/a>che erano gi\u00e0 stanziati nel Delta del Po. Vicino a Comacchio si trovava infatti la citt\u00e0 etrusca di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Spina_(citt%C3%A0)\">Spina.<\/a><\/p>\n<p>Sorta sull&rsquo;unione di tredici piccole isole (cordoni dunosi litoranei) formatisi dall&rsquo;intersecarsi della foce del <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Po_di_Primaro\">Po di Primaro <\/a>col mare, Comacchio\u00a0 ha dovuto orientare il proprio sviluppo, sia sul piano <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Urbanistica\">dell&rsquo;urbanistica <\/a>sia su quello <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Economia\">dell&rsquo;economia, <\/a>sull&rsquo;elemento <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Acqua\">acqua.<\/a><\/p>\n<p>In seguito alla <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Caduta_dell%27Impero_romano_d%27Occidente\">caduta dell&rsquo;Impero romano d&rsquo;Occidente, <\/a>Comacchio entr\u00f2 a far parte <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Esarcato_d%27Italia\">dell&rsquo;Esarcato d&rsquo;Italia. <\/a>Il primo vescovo della citt\u00e0 di cui si ha memoria fu Pagaziano (menzionato nel <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/503\">503 <\/a>e nel <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/504\">504)<\/a>. Comacchio pass\u00f2 poi sotto il <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Regno_Longobardo\">Regno Longobardo <\/a>dopo il Capitolare di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Liutprando\">Liutprando <\/a>del <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/715\">715 <\/a>(in cui vengono descritte le norme e le tasse a carico dei comacchiesi per poter esercitare il commercio del sale nelle regioni della <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pianura_padana\">Pianura padana <\/a>sottomesse all&rsquo;autorit\u00e0 longobarda).<\/p>\n<p>In epoca <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Longobardi\">longobarda <\/a>il territorio venne donato ai monaci di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/San_Colombano\">san Colombano; <\/a>divenne cos\u00ec un possedimento del grande <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Feudo_monastico_di_Bobbio\">Feudo monastico di Bobbio. <\/a>I monaci vi installarono il <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Porto_fluviale\">porto fluviale,<\/a> inoltre svilupparono l&rsquo;agricoltura e l&rsquo;allevamento. Infine migliorarono lo sfruttamento delle <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Salina\">saline, <\/a>il cui sale era trasportato in tutto il nord d&rsquo;Italia. Tra i secoli dal VI al IX Comacchio dispose di una delle pi\u00f9 potenti flotte <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Mare_Adriatico\">dell&rsquo;Adriatico <\/a>entrando direttamente in concorrenza con Venezia.<\/p>\n<p>Ma Venezia non accett\u00f2 la presenza di un&rsquo;avversaria nella stessa area geografica. Nell&rsquo;anno <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/866\">866 <\/a>i veneziani occuparono Comacchio e la saccheggiarono una prima volta. Nell&rsquo;875 Venezia stessa fu minacciata dalle incursioni dei <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Saraceni\">saraceni, <\/a>i quali si scagliarono contro Comacchio, incendiandola.<\/p>\n<p>Comacchio\u00a0 nel 1299 passo sotto il dominio degli Estensi fino al 1598 ritorn\u00f2 sotto la giurisdizione della Chiesa, che la pose nella neonata <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Legazione_di_Ferrara_(1598-1796)\">Legazione di Ferrara. <\/a>Comacchio fece parte dello <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Stato_Pontificio\">Stato Pontificio <\/a>fino al marzo <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1860\">1860, <\/a>quando i territori delle ex Legazioni furono annessi al <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Regno_di_Sardegna\">Regno di Sardegna <\/a>per effetto dei plebisciti.<\/p>\n<p><strong>Luoghi d&rsquo;interesse<\/strong><\/p>\n<p>I ponti sono l&rsquo;elemento qualificante del centro storico di Comacchio, dato che il centro abitato antico sorgeva su piccole isole collegate le une alle altre.<\/p>\n<p>\u00ab\u00a0Complesso\u00a0 architettonico\u00a0 dei <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ponte_dei_Trepponti\">Trepponti.\u00a0\u00bb\u00a0 <\/a>Creato\u00a0 nel <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1634\">1634 <\/a>dall&rsquo;architetto <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Luca_Danesi\">Luca\u00a0 Danesi,\u00a0 <\/a>\u00e8\u00a0 costituito da cinque ampie scalinate (tre anteriori e due posteriori), culminanti in un piano in pietra <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Istria\">d&rsquo;Istria; <\/a>\u00e8 il simbolo di Comacchio.<\/p>\n<p>Ponte degli Sbirri, secentesco.<\/p>\n<p>Palazzo Bellini, ottocentesco, ospita la Galleria d&rsquo;Arte Contemporanea, l&rsquo;Archivio Storico, la biblioteca e gli uffici dell&rsquo;assessorato alle istituzioni culturali.<\/p>\n<p>Museo del \u00ab\u00a0Carico della Nave Romana\u00a0\u00bb, ospita il carico di una nave commerciale di epoca imperiale, riemersa nel <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1981\">1981 <\/a>durante i lavori di drenaggio di un canale. La nave, in eccezionale stato di conservazione, conteneva ancora tutto il carico (anfore con derrate alimentari, lingotti di piombo, alcuni tempietti votivi in piombo). L&rsquo;intero carico nonch\u00e9 le attrezzature e l&rsquo;abbigliamento dell&rsquo;equipaggio sono esposti nel museo, insieme a una ricostruzione della nave. Difatti al <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2016\">2016, <\/a>a 35 anni dal ritrovamento, il relitto risulta ancora in fase di \u00ab\u00a0restauro\u00a0\u00bb e \u00ab\u00a0consolidamento\u00a0\u00bb e la sua visione \u00e8 interdetta al pubblico.<\/p>\n<p>Torre dell&rsquo;Orologio (risalente al Trecento)<\/p>\n<p>Loggia dei Mercanti o del Grano<\/p>\n<p>Ospedale San Camillo, sede del Museo del Delta Antico<\/p>\n<p>Loggiato dei Cappuccini, formato da 142 archi sostenuti da altrettante colonne di marmo e lungo oltre 400 metri.<\/p>\n<p>Il Centro Visite del Parco del Delta del Po organizza escursioni nelle <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Valli_di_Comacchio\">Valli di Comacchio, <\/a>per mostrare le antiche pratiche di gestione della valle, pesca e marinatura delle anguille e delle acquardelle, e contrasto della pesca di frodo. All&rsquo;interno della Manifattura dei Marinati sono visibili gli antichi camini, le friggitorie per le acquardelle, i locali e gli attrezzi per il trattamento e lo stoccaggio del pesce.<\/p>\n<p><strong>Dove alloggiare e ristorarsi, prendere le timbrature, materiali utili.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Porto Garibaldi:<\/strong>\u00a0per le timbrature recarsi negli orari di apertura nell\u2019ufficio parrocchiale.<\/p>\n<p>Parrocchia Immacolata Concezione Di Maria a Porto Garibaldi<\/p>\n<p>Via Bonnet, 44029 Comacchio FE<\/p>\n<p>Telefono : 0533 327156<\/p>\n<p><strong>LA MAPPA DEL PERCORSO<\/strong><\/p>\n<p><strong>https:\/\/www.viaemisericordiae.org<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><\/h4>\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>D\u00e9sol\u00e9, cet article est seulement disponible en Italiano, English, Deutsch et Espa\u00f1ol. 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Vous pouvez cliquer l\u2019un des liens pour changer la langue du site en une autre langue disponible.\u00a0Abbazia di Pomposa (3m. s.l.m.) \u00a0Porto Garibaldi (2m s.l.m.) dislivello: [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":661,"parent":57,"menu_order":3,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"page-templates\/template-tappa.php","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-329","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/329","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=329"}],"version-history":[{"count":70,"href":"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/329\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1352,"href":"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/329\/revisions\/1352"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/57"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/media\/661"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=329"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}