{"id":649,"date":"2018-02-03T10:46:09","date_gmt":"2018-02-03T09:46:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/?page_id=649"},"modified":"2021-04-29T18:48:44","modified_gmt":"2021-04-29T16:48:44","slug":"faenza-ronco-bagnacavallo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/fr\/le-tappe\/faenza-ronco-bagnacavallo\/","title":{"rendered":"12\u00b0 Tappa: FAENZA \u2013 RONCO &#8211; BAGNACAVALLO"},"content":{"rendered":"<p class=\"qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-fr\">D\u00e9sol\u00e9, cet article est seulement disponible en <a href=\"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/649\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it\" title=\"Italiano\">Italiano<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/649\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-en\" title=\"English\">English<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/de\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/649\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-de\" title=\"Deutsch\">Deutsch<\/a> et <a href=\"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/es\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/649\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-es\" title=\"Espa\u00f1ol\">Espa\u00f1ol<\/a>. 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Michele&#8230;praticamente si segue per la quasi totalit\u00e0 il Parco fluviale del Lamone<\/em><\/p>\n<p>Partendo dalla cattedrale si percorre Corso Saffi in direzione SE ed in breve si raggiunge il ponte sul fiume Lamone. Intraprendere l\u2019itinerario sull\u2019argine destro che ricalca in pratica il percorso del parco fluviale. L\u2019argine \u00e8 pulito, ben tenuto e sovrasta orti e campi coltivati e bastano pochi metri per osservare \u201cdall\u2019alto\u201d il panorama della citt\u00e0 scorgendo campanili e cupole.<\/p>\n<p>Ben presto, prestando attenzione, si avvistano a destra del sentiero, pietre sagomate e a fatica si riesce a decifrare la dicitura su di esse scolpita. Pochi centinaia di metri pi\u00f9 avanti se ne incontra una che appare ben conservata e riporta il nome della golena sottostante. Quindi probabilmente anche le altre riportavano il nome attribuito alle zone che venivano sommerse nei periodi di piena. Dopo circa h 1.00 si avvista sulla destra un monumento funerario detto di S. Barnaba rinvenuto nel 1902 di et\u00e0 romana che fa parte senz\u2019altro di una pi\u00f9 vasta necropoli dislocata, si presume lungo la <em>via Faventina, <\/em>che collegava Ravenna a Firenze \u2013 Roma. Si tratta di una costruzione quadrata (mt 2,40 di lato) formata da blocchi parallelepipedi di \u201cspungone\u201d. Proseguendo dopo circa h 2.00 si raggiunge il ponte sul Lamone che ci separa dall\u2019abitato di Ronco. Subito dopo il ponte si incontra il cimitero dove riposa Padre Daniele, missionario assassinato in Per\u00f9 nel 1997, e pi\u00f9 oltre sorge la chiesa di Santa Margherita nel cui resedio \u00e8 stata posta una croce dedicata a Padre Daniele.<\/p>\n<p>Si prosegue sull\u2019argine destra sottopassando l\u2019autostrada e poco dopo si incontra sulla destra la chiesa di Saldino; si prosegue su stradello asfaltato sempre costeggiando il Lamone alternando a tratti su erba. Pi\u00f9 avanti si attraversa, prestando attenzione, la SP 302 e si imbocca Via Fossolo sempre sul parco fluviale del Lamone. Poco oltre oltrepassiamo il canale emiliano-romagnolo e subito dopo si scorge il ponte di ferro della ferrovia e la SP 20.<\/p>\n<p>Alla nostra destra tra i campi coltivati si pu\u00f2 avvistare il magazzino Villa Spadina gi\u00e0 dei Conti Severoli di Faenza, distrutta al termine della 2<sup>a<\/sup> guerra mondiale. Nel 1851 nel roccolo della villa fu ucciso Stefano Pelloni il bandito detto \u201cil Passatore\u201d dal mestiere (traghettatore) che svolgeva il padre nella vicina Boncellino.<\/p>\n<p>Proseguendo si avvista sulla destra al di l\u00e0 dell\u2019argine sinistra il campanile della chiesa di Boncellino mentre sulla destra alcune aziende agricole, una vasta tenuta di cavalli e dopo aver superato un altro ponte di ferro della ferrovia, ci appare Palazzo S. Giacomo. Da qui si percorre una comoda carraia bianca fino a giungere al ponte della SP253 che supera il Lamone in prossimit\u00e0 di Bagnacavallo. Si prosegue diritto e sempre su carraia si raggiunge uno stretto ponte ciclabile e pedonale che conduce all\u2019abitato di Traversara. Ci si dirige in direzione NO superando la chiesa, pi\u00f9 avanti a destra il cimitero e su via Traversara in circa h 1.00\u00a0\u00a0 raggiungiamo Bagnacavallo e attraversando la SP 8 ci si collega alla pista ciclo-pedonale che corrisponde al tratto terminale della 3<sup>a<\/sup> tappa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.prolocofaenza.it\/files\/file\/depliant%20musei%20monumenti%20ecc\/pieghevole_it.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Depliant duomo di Faenza<\/a><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-741\" src=\"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/IMG_0527.2.jpg\" alt=\"\" width=\"421\" height=\"282\" \/><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-737\" src=\"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/IMG_0524.2.jpg\" alt=\"\" width=\"308\" height=\"207\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-738\" src=\"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/IMG_0530-2.jpg\" alt=\"\" width=\"553\" height=\"371\" \/><em>Palazzo San Giacomo visto dal rivale del fiume<\/em><\/p>\n<h2>Punti di interesse<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-781 alignright\" src=\"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/parco-fluviale.jpg\" alt=\"\" width=\"344\" height=\"165\" srcset=\"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/parco-fluviale.jpg 344w, https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/parco-fluviale-320x153.jpg 320w\" sizes=\"auto, (max-width: 344px) 100vw, 344px\" \/><\/h2>\n<p><strong>\u00ab\u00a0Il \u00ab\u00a0Parco Fluviale del Lamone\u00a0\u00bb<\/strong> \u00e8 stato prescelto nel contesto di \u00ab\u00a0Opl\u00e0\u00a0\u00bb come progetto finanziabile dal Comune di Faenza e presto in cantiere.<\/p>\n<p>Assistiamo da anni alla crescita di iniziative che mirano a riscoprire percorsi ecologici. Gli obiettivi vanno dall\u2019incentivazione del \u00a0turismo ecologico di passaggio, tra i quali il cicloturismo che \u00a0\u00e8 in forte sviluppo. Il corso del fiume Lamone, dalla foce nel mare Adriatico , tra Casal Borsetti e Marina Romea, fino all\u2019Appennino, \u00a0e dall\u2019Appennino all\u2019Adriatico, offre con i propri argini una via percorribile sia in\u00a0 bici che pedonale\u00a0 toccando molti punti di valenza paesaggistica, storica e archeologica, culturale, eno-gastronomica. Un progetto, \u201cLamone Bene Comune\u201d, ha realizzato negli anni 2011\/2013 incontri, convegni e stampati che lo testimoniano. Questo pu\u00f2 essere integrato promuovendo un \u201cParco Fluviale del Lamone\u201d, la cui \u201cossatura\u201d \u00e8 un percorso naturalistico ciclo-pedonale, in gran parte su argini sterrati, che va da Marina Romea\/Casal Borsetti per giungere alle sorgenti del fiume.\u00a0\u00bb <em>( il Piccolo 2014)<\/em><\/p>\n<p><em>Viae Misericordiae in buona parte percorre queste zone metendone in risalto le caratteristiche ambientali e storiche.<br \/>\n<\/em><\/p>\n<p><strong>Monumento funerario detto di San Barnaba &#8211; Faenza<\/strong><\/p>\n<p>IL monumento funerario, ambito culturale romano, (et\u00e0 romana, di epoca repubblicana III\/II secolo a.C.). E&rsquo; visibile la porzione inferiore di una struttura a\u00a0pianta quadrata con elementi murari in\u00a0filari di blocchi lapidei calcarei, probabilmente\u00a0del tipo ad \u201cedicola\u201d cuspidata\u00a0come analoghi monumenti funerari\u00a0sarsinati.\u00a0Nell&rsquo; area interna racchiudeva\u00a0resti sepolcrali e suppellettile di\u00a0corredo.<\/p>\n<p>Rinvenuto agli inizi del XX\u00a0secolo sull\u2019argine destro del Lamone, \u00e8\u00a0stato ricostruito e ricollocato nei pressi\u00a0dell\u2019originario luogo di ritrovamento. Si\u00a0riferisce probabilmente ad un personaggio\u00a0di classe agiata il cui sepolcro\u00a0faceva parte di una pi\u00f9 vasta necropoli\u00a0dislocata lungo la via Faventina, la consolare romana che collegava Roma con Ravenna.<\/p>\n<p><em>( Istituto per i beni artistici, culturali e naturali dell\u2019Emilia Romagna \u2013 IBC) <\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-729 alignleft\" src=\"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/san-barnaba-2.png\" alt=\"\" width=\"201\" height=\"266\" \/><\/p>\n<p style=\"line-height: 28.9px;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-725 alignright\" src=\"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/san-barnaba.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"263\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Nella Frazione di Ronco ( cimitero parrocchiale) presso il parco fluviale del Lamone troviamo la tomba del Servo di Dio Padre Daniele Badiali.<\/em><\/p>\n<p><strong>Servo di Dio Padre Daniele Badiali\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-726 alignright\" src=\"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/padre-daniele.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"268\" \/> <\/strong><\/p>\n<p>Daniele Badiali, \u00a0nasce a Faenza il 3 marzo 1962; la sua \u00e8 una numerosa famiglia di agricoltori che abita nella parrocchia di Ronco, nella campagna faentina.<br \/>\nDopo aver frequentato le scuole medie ottiene il diploma presso l\u2019Istituto Professionale per l\u2019Agricoltura di Faenza.<br \/>\nNell\u2019estate del 1977 partecipa al primo campo di lavoro per le Missioni dell\u2019operazione Mato Grosso, organizzato dall\u2019omonimo movimento giovanile che nasceva dieci anni prima ad opera del salesiano p. Ugo De Censi. Parte cos\u00ec il primo gruppo di ragazzi, provenienti da varie parti d\u2019Italia, per l&rsquo;America Latina.<br \/>\nDi ritorno dal Per\u00f9, dove era vissuto a stretto contatto coi pi\u00f9 poveri e le loro necessit\u00e0, Daniele, in accordo con il vescovo di Faenza Mons. Francesco Tarcisio Bertozzi, entra nel seminario di Bologna nel settembre 1986.<br \/>\nDopo aver completato il percorso di studi,\u00a0 il 22 giugno 1991 viene ordinato presbitero a Faenza dallo stesso vescovo. Cos\u00ec, nell\u2019agosto dello stesso anno, p. Daniele parte per il Per\u00f9 come sacerdote \u201cfidei donum\u201d della diocesi di Faenza-Modigliana per la diocesi di Huari ed il 1\u00b0 settembre fa l\u2019ingresso nella sua parrocchia di San Luis.<br \/>\nI suoi ultimi anni di vita sono stati di una\u00a0 intensa attivit\u00e0 nel \u00a0prendersi a cuore i bisognosi e le sofferenze della povera gente che \u00a0diventa il modo concreto attraverso il quale poter far entrare nell\u2019anima delle persone la sete di Dio.<br \/>\nNel 16 marzo 1997, dopo aver celebrato la messa domenicale a San Luis e a Pomallucay, si reca a Yauya, per la celebrazione serale. Sulla strada del ritorno, con altre sei persone a bordo della jeep, vengono fermati dai banditi armati che cercano un italiano in ostaggio. Rosamaria scende e P. Daniele subito si offre al suo posto e<br \/>\nlegge il biglietto consegnatogli dal bandito con la richiesta di riscatto.<br \/>\nP. Daniele viene sequestrato, mentre il bandito minaccia con due spari tutti gli altri passeggeri e incita l\u2019autista della jeep a ripartire.<br \/>\nIl corpo di p. Daniele viene ritrovato il giorno 18 marzo in localit\u00e0 Acorma, poco distante da San Luis, in una scarpata piena di pietre, ucciso da un colpo di pistola alla nuca.<br \/>\nIl 24 marzo 1997, nel pomeriggio, avviene il rito funebre nella Cattedrale di Faenza con la partecipazione di tantissimi fedeli fra cui molti giovani.<br \/>\nLa salma \u00e8 tumulata presso la chiesa parrocchiale di Ronco di Faenza.<br \/>\nIl processo di beatificazione e canonizzazione del servo di Dio padre Daniele Badiali \u00e8 iniziato il 20 marzo 2010.<br \/>\nLa fase diocesana del processo si \u00e8 conclusa il 19 ottobre 2014.<br \/>\nPer maggiori informazioni: <a href=\"http:\/\/www.padredanielebadiali.it\">www.padredanielebadiali.it<\/a><\/p>\n<h5 style=\"text-align: center;\"><strong>Monumenti d\u2019 interesse storico e artistico nel territorio del Comune di Russi<\/strong><\/h5>\n<p><strong>Chiesa arcipretale di S. Apollinare<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-780 alignright\" src=\"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/chiesa-russi.png\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"200\" \/><\/strong><\/p>\n<p>La chiesa, che si affaccia sulla centrale Piazza Farini, \u00e8 dedicata a S. Apollinare. La costruzione, su un progetto dell&rsquo;architetto G. B. Campidori di Faenza, fu iniziata nel 1783 e terminata nel 1788.<br \/>\nInternamente conserva alcune statue, opera dei celebri plastificatori faentini Ballanti Graziani, mentre l&rsquo;altare maggiore, di fine fattura con marmi pregiati, proviene dalla soppressa chiesa delle Monache del Corpus Domini di Ravenna.<br \/>\nInoltre troviamo nella chiesa arcipretale le due tombe delle beate; Margherita Molli e Gentile Giusti: Le notizie sulla beata Margherita Molli e della sua discepola e parente, beata Gentile Giusti, sono state riportate nell\u2019edizione del 1535, di una \u201cVita di due Beatissime Donne, Margarita et Gentile\u201d, compilata su notizie in parte ricevute dalla stessa Gentile Giusti, dal Canonico Regolare Lateranense (Agostiniano), padre Serafino Aceti de\u2019 Porti da Fermo (1496-1540); quindi contemporaneo delle due beate. Ebbero il dono della profezia, come pure quello di operare miracoli.<\/p>\n<p>Margherita predisse la battaglia di Ravenna del 1512, il Concilio di Trento (1545-1564) e la vittoria di Lepanto del 1571. Margherita Molli veniva da tutti chiamata \u201cla Madre, la Santa\u00a0\u00bb.<br \/>\nNel 1485, a 43 anni, lasci\u00f2 Russi e si rec\u00f2 a Ravenna, cre\u00f2 la Confraternita del Buon Ges\u00f9, che dopo la sua morte, per opera del discepolo Girolamo Maluselli, coadiuvato dall\u2019altra discepola Gentile Giusti, diventer\u00e0 la \u2018Congregazione dei Preti del Buon Ges\u00f9\u2019, la cui opera fu molto attiva a Ravenna e in Romagna. Margherita Molli mor\u00ec a Ravenna il 23 gennaio 1505; nel 1659 le sue reliquie furono unite a quelle della beata Gentile Giusti.\u00a0 le reliquie delle due beate riposano nella chiesa arcipretale di S. Apollinare in Russi da pi\u00f9 di centoanni, oltre a quelle del venerabile Maluselli e del figlio della Gentile don Leone. Il tutto ferificato da una recente ricognizione Canonica.<\/p>\n<p><strong>La nobile villeggiatura dei Rasponi<\/strong><br \/>\nIl Palazzo di San Giacomo sorge nel territorio di Russi in prossimit\u00e0 dell&rsquo;argine destro del fiume Lamone, a circa due chilometri dal centro abitato, ed \u00e8 attualmente di propriet\u00e0 comunale.<br \/>\nFu costruito da Guido Carlo Rasponi alla fine del XII sec. anche per onorare la nomina a cardinale del fratello Cesare. I soffitti delle sale del piano nobile sono dipinti con temi mitologici ed allegorici; si tratta del pi\u00f9 vasto ciclo pittorico del sei\/settecento presente in Romagna. Nel 1774 si aggiunse la cappella esterna dedicata a S.Giacomo. Da qui c&rsquo;\u00e8 la possibilit\u00e0 di raggiungere, percorrendo circa mt 1.700 il Parco della Villa Romana, percorrendo via Carrarone Rasponi e via Fiumazzo. La Villa risale alla prima epoca imperiale (I sec. II sec. d.C.) sorta su precedente costruzione di epoca repubblicana. E&rsquo; una delle ville rustiche meglio conservate dell&rsquo; Italia settentrionale.<br \/>\norari: dal luned\u00ec al sabato\u00a0 9.00-19.00<br \/>\ndomenica\u00a0 \u00a014.00-19.00<br \/>\ntel. 0544.581357\u00a0 \u00a0sito:\u00a0www.archeobo.arti.beniculturali.it\/russi\/index.htm<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Chiesa di San Giacomo<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-728 alignright\" src=\"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/san-giacomo.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"200\" \/><\/p>\n<p>La chiesa di San Giacomo Apostolo, collegata da un passetto interno all&rsquo;omonimo palazzo appartenuto alla nobile famiglia Rasponi di Ravenna, fu edificata a partire dal 1750 circa per volere del Marchese Cesare Rasponi e completata nel 1774.<br \/>\nNel 1780 l&rsquo;Arciduca di Milano, Ferdinando, figlio dell&rsquo;imperatrice Maria Teresa d&rsquo;Austria, nominato Governatore Generale della Lombardia asburgica, soggiorn\u00f2 al Palazzo di San Giacomo insieme con la moglie Beatrice d&rsquo;Este e mag<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-730 alignright\" src=\"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/san-giacomo2.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"150\" \/>nific\u00f2 la bellezza della chiesa sottolineando come assomigliasse alla Chiesa che l&rsquo;Arch. Piermarini stava costruendo nella Villa Reale di Monza, divenuta poi reggia dei Savoia, re d&rsquo;Italia.<br \/>\nLa chiesa di San Giacomo era adornata fino agli anni&rsquo;80 del XX secolo con tre tele attribuite a Cristoforo Utemperger oggi conservate presso il Museo Diocesano di Faenza.<\/p>\n<p><strong>Complesso archeologico della Villa Romana<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-731 alignleft\" src=\"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/vialla-romana.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"133\" \/><\/p>\n<p>Nel III secolo a.C. la conquista romana occupa la parte sud-est della nostra regione (Ariminum).<br \/>\nDopo la costruzione della via Emilia (187 a.C.), si procedette alla suddivisione razionale del territorio agricolo con la centuriazione che consisteva nella formazione di un reticolato costituito da decumani (il decumano massimo era la via Emilia) e da cardini.<br \/>\nOgni quadrato di 50 era suddiviso in unit\u00e0 quadrate via via minori fino alla pi\u00f9 piccola, la centuria, che misurava per lato 710 metri, dove potevano risiedere al massimo due famiglie contadine.<br \/>\nIl sistema produttivo era basato sulla presenza della Villa Rustica, come testimonia l&rsquo;agronomo Catone (II sec. a.C.).<br \/>\nLa Villa di Russi, la pi\u00f9 conosciuta e conservata della nostra regione, rispondeva alle caratteristiche della Villa Rustica di Catone: sorgeva lungo un corso d&rsquo;acqua navigabile (forse il <em>Vatrenus,<\/em> l&rsquo;attuale Santerno, o un ramo del fiume Lamone); vicino a una strada importante, l&rsquo;asse Faventia-Ravenna che a sua volta si congiungeva con la Salara (Bologna-Ravenna); era ubicata nei pressi del mare e vicino a Ravenna (consistente centro urbano con il porto per la flotta romana).<br \/>\nFino al I sec. a.C. tali ville rustiche erano modeste case di campagna di dimensioni ridotte. Si producevano cereali, vino e frutta e si allevavano pochi animali da cortile, suini, bovini, ovini e caprini. La produzione bastava alla sopravvivenza della famiglia e le eccedenze confluivano in un modesto commercio locale.<br \/>\nIn epoca augustea, con la costruzione del porto di Classe e il conseguente ampliamento del centro urbano di Ravenna, che richiese un consistente e continuo approvvigionamento dalle campagne limitrofe, la Villa di Russi si ampli\u00f2 notevolmente nelle sue strutture, come risulta dall&rsquo;analisi degli scavi.<br \/>\nIl sito archeologico fu messo in luce, casualmente, per la prima volta nel 1938 durante gli scavi in una cava di argilla. A 11 metri di profondit\u00e0 dal piano-campagna, furono trovate tracce di impianti termali successivamente ricoperti a causa degli eventi bellici.<br \/>\nNel 1953 inizi\u00f2 la nuova campagna di scavi seguita da molte altre, ancora non ultimate, e che fece emergere la parte centrale della Villa. Attualmente visitabile <strong>Info:<\/strong> tel. 0544 581357<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.comune.russi.ra.it\/La-Citta\/Musei-e-monumenti\/Musei2\">Musei<\/a> nel Comune di Russi<\/p>\n<ul>\n<li><a href=\"http:\/\/www.comune.russi.ra.it\/La-Citta\/Musei-e-monumenti\/Musei2\/Antiquarium-della-Villa-Romana\"><strong>Antiquarium della Villa Romana<\/strong><\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.comune.russi.ra.it\/La-Citta\/Musei-e-monumenti\/Musei2\/Museo-Civico\"><strong>Museo Civico<\/strong><\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.comune.russi.ra.it\/La-Citta\/Musei-e-monumenti\/Musei2\/Museo-dell-arte-campanaria\"><strong>Museo dell&rsquo;arte campanaria<\/strong><\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.comune.russi.ra.it\/La-Citta\/Musei-e-monumenti\/Musei2\/Museo-della-vita-contadina-in-Romagna\"><strong>Museo della vita contadina in Romagna<\/strong><\/a><\/li>\n<\/ul>\n<p>PER\u00a0 ALTRE INFORMAZIONI:<\/p>\n<p>PRO LOCO RUSSI:\u00a0Via Cavour 21, 48026 Russi RA,\u00a0Telefono\u00a00544 587670<\/p>\n<p><strong>LA MAPPA DEL PERCORSO<\/strong><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.google.com\/maps\/d\/u\/1\/embed?mid=1zlUoSUkJJosVRN5uisodxPX3dc_1Cpn_\" width=\"640\" height=\"480\"><\/iframe><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/download\/\">tappa PDF Viae Misericordiae<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/drive.google.com\/open?id=1FVC1-fLJtbUdykrD1KqQC3vIx31m1h6y\">Scarica il file kmz apribile con google earth<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>D\u00e9sol\u00e9, cet article est seulement disponible en Italiano, English, Deutsch et Espa\u00f1ol. 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