{"id":87,"date":"2016-06-12T17:30:34","date_gmt":"2016-06-12T15:30:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/?page_id=87"},"modified":"2021-04-29T18:44:23","modified_gmt":"2021-04-29T16:44:23","slug":"tappa-montepaolo-faenza","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/fr\/le-tappe\/tappa-montepaolo-faenza\/","title":{"rendered":"11\u00b0 Tappa: MONTEPAOLO &#8211; FAENZA"},"content":{"rendered":"<p class=\"qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-fr\">D\u00e9sol\u00e9, cet article est seulement disponible en <a href=\"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/87\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it\" title=\"Italiano\">Italiano<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/87\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-en\" title=\"English\">English<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/de\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/87\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-de\" title=\"Deutsch\">Deutsch<\/a> et <a href=\"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/es\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/87\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-es\" title=\"Espa\u00f1ol\">Espa\u00f1ol<\/a>. Pour le confort de l\u2019utilisateur, le contenu est affich\u00e9 ci-dessous dans la langue par d\u00e9faut du site. Vous pouvez cliquer l\u2019un des liens pour changer la langue du site en une autre langue disponible.<\/p><p><strong>MONTEPAOLO<\/strong>(440m\u00a0 s.l.m.)<\/p>\n<p><strong>FAENZA<\/strong> (35m s.l.m.)<\/p>\n<p>Dislivello: \u2191566m \u2193338m<\/p>\n<p>Lunghezza: 23 km<\/p>\n<p>Tempo: 6h<\/p>\n<p>Collegamenti: Cammino di Dante<\/p>\n<p>Per i referenti percorsi, posto tappa, e timbrature consultare la pagina\u00a0<a href=\"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/referenti-del-cammino-e-numeri-utili\/\">contatti<\/a>.<\/p>\n<h2><strong>Descrizione della tappa\u00a0<\/strong><\/h2>\n<p><em>Tappa che scende decisamente verso la campagna faentina attraversando il suggestivo borgo di Oriolo dei Fichi<\/em><\/p>\n<p>Da dietro l\u2019eremo parte un\u2019unica strada non asfaltata in discesa che bisogna seguire (dritto) per circa 600m indipendentemente dai bivi che si incontrano. Si arriva ad una casa (civico 37) dove si lascia la strada in favore del sentiero che incomincia sulla destra con il quale si scende, anche esso va seguito a prescindere da bivi. Procedendo si passa accanto ad un grande traliccio dell\u2019alta corrente posizionato sulla sinistra del percorso e pi\u00f9 avanti (350 m) a delle rovine sulla destra da qui si continua per 500 m fino ad incontrare un bivio in cui bisogna proseguire a sinistra. Fatto ci\u00f2 il sentiero si apre ed essendo in cresta si possono ammirare i panorami circostanti per quasi 500 m.<\/p>\n<p>Si arriva ad un bivio con una strada a sinistra affiancata da un boschetto recintato, bisogna prenderla e scendere con essa per circa 1 km fino ad arrivare su via Monte Paolo che \u00e8 una strada ghiaiata.<\/p>\n<p>Seguendo via monte Paolo (che si trova in fondo valle) per pi\u00f9 di 2 km si arriva ad un incrocio con una strada asfaltata (SP 73) che bisogna imboccare girando a destra, la strada \u00e8 poco trafficata ma comunque bisogna prestare attenzione!<\/p>\n<p>Proseguendo sulla strada provinciale per 650 m si passa un ponte e subito dopo il Poligono del tiro al piattello che rimane sulla sinistra fino ad arrivare all\u2019incrocio con via Croce sulla destra.<\/p>\n<p>Si imbocca via Croce che \u00e8 lunga poco meno di 1 km fino all\u2019incrocio con via Montefortino in cui bisogna girare a sinistra. Qui il percorso risale e dove la vegetazione non copre la visuale si pu\u00f2 godere di un\u2019ottima vista.<br \/>\nImboccata via Montefortino si prosegue per 1,5 km fino ad incontrare l\u2019agriturismo \u201cla Morattina\u201dqui la strada prosegue dritto ma cambia nome, divenendo via S. Mamante che va seguita per 1,2 km fino ad incontrare un sentiero sterrato a sinistra. Prendendo il sentiero dell\u2019amore, chiamato cos\u00ec per la presenza di frasi romantiche apposte su alcuni alberi, bisogna prestare attenzione a restare su quello pi\u00f9 a monte dei due sentieri presi.<br \/>\nProcedendo per circa 1km si arriva direttamente al centro di Oriolo dei Fichi, un piccolo borgo sulle prime colline a sud di Faenza, in cui spiccano la torre e la chiesa di sant\u2019 Apollinare.<\/p>\n<p>Dal centro di Oriolo si scende lungo la strada asfaltata (la tappa non prevede pi\u00f9 alcun sentiero, occorre quindi prestare attenzione e prudenza) per quasi 2 km fino ad arrivare all\u2019incrocio con via S.Mamante al quale occorre girare a sinistra.<\/p>\n<p>Si prosegue su via S. Mamante per 1,5 km fino ad incontrare via Ramona sulla destra. Imboccata via Ramona si procede sempre su asfalto per poco pi\u00f9 di 1,5 km quando si incontra via Banaffa sulla sinistra.<\/p>\n<p>Seguendo via Banaffa per quasi 3 km (la lunghezza della stessa) si arriva alla via Emilia\/via Forlivese dove \u00e8 presente sul lato sinistro una ciclabile (\u00e8 comunque raccomandato prestare attenzione per via dell\u2019intensit\u00e0 veicolare) che condurr\u00e0 ad un sottopassaggio nei pressi di una rotonda.<\/p>\n<p>Affrontato il sottopassaggio si arriva alla ciclabile dalla parte opposta, camminando per circa 350m si arriva ad un semaforo che servir\u00e0 per andare a sinistra in via Malta. Una volta giunti al termine di via Malta si volta a destra in via Forlivese, da qui sar\u00e0 un lungo rettilineo che porta al centro di Faenza. Si passa l\u2019unica porta antica rimasta in piedi di Faenza, Porta delle Chiavi, da cui parte Corso Europa che termina al Ponte delle Grazie. Attraversato il ponte comincia Corso Saffi che terminer\u00e0 nella piazza antistante la Cattedrale di Faenza.<\/p>\n<h2><strong>Luoghi di interesse<\/strong><\/h2>\n<h4><strong>Oriolo<\/strong><\/h4>\n<p>era gi\u00e0 abitata e coltivata in epoca romana, ma divenne importante solo in epoca medioevale quando il luogo fu fatto fortificare dall&rsquo;Arcivescovo di Ravenna (898 d.C.) con la chiesa dedicata a Sant\u2019 Apollinare. Nel periodo rinascimentale la rocca fu acquistata da Carlo II Manfredi, Signore di Faenza, che la fece ricostruire nel 1476. Il risultato di questa ricostruzione \u00e8 ancora davanti ai nostri occhi: una torre a pianta esagonale con due angoli retti, caratteristica che la rende unica in Italia. E&rsquo; alta 18 metri e ha cinque piani, di cui due interrati, collegati da una scala a chiocciola. Il Parco della Torre (aperto nel periodo estivo: sabato, domenica e festivi dalle 14.30 alle 18.30 o per appuntamento telefonando allo 0546642162) presenta una singolare mescolanza di piante spontanee, ornamentali e da frutto. Da segnalare sono i cinque pini \u00ab\u00a0patriarcali\u00a0\u00bbpiantati dalla famiglia Caldesi che caratterizzano l&rsquo;aspetto del colle fornendo una suggestiva cornice al castello. Nella zona attorno al borgo si trovano inoltre alcuni sentieri con andamento circolare lungo i quali si possono incontrare punti d&rsquo;interesse storico, panoramico e naturalistico.<br \/>\nL&rsquo;area \u00e8 stata anche oggetto di ritrovamenti importanti: nel 1987, infatti, fu riportato alla luce un cranio completo di Mammuthus Meridionalis che ora si trova nel Museo Civico di Scienze Naturali di Faenza.<br \/>\nInfine nel Borgo si pu\u00f2 visitare la chiesa parrocchiale dedicata a Sant&rsquo;Apollinare, (898 d.C.) ricostruita nel 1946 dopo i bombardamenti della II Guerra Mondiale, che conserva all&rsquo;interno un pregevole quadro della Madonna del Rosario, dipinto da Marcantonio Rocchetti nel 1601.<\/p>\n<h4><strong>Faenza<\/strong><\/h4>\n<p>\u00e8 collocata sull&rsquo;asse della <strong>Via Emilia<\/strong> all&rsquo;incrocio con l&rsquo;antichi ssima via che congiunge il porto di Ravenna con la Toscana e il mar Tirreno e questa posizione le ha consentito, nei secoli, di allacciare rapporti non solo con le altre citt\u00e0 romagnole e con il mare Adriatico, ma anche con Firenze e con l&rsquo;area toscana.<br \/>\nAll&rsquo;influenza di Ravenna, che pu\u00f2 ritenersi conclusa nel periodo altomedievale, segu\u00ec infatti un periodo di stretti rapporti e scambi culturali con Firenze, che raggiunse il culmine durante i secoli della signoria manfrediana, nel XVIII sec. Infine la citt\u00e0 acquist\u00f2 una identit\u00e0 ed una autonomia culturale tale da diventare un centro predominante nella Romagna.<br \/>\nLa <strong>storia urbanistica di Faenza<\/strong>, analogamente a quella di molte altre citt\u00e0 emiliano-romagnole, si snoda attraverso un continuo processo di rigenerazione dell&rsquo;originaria struttura romana, che, pur venendo in alcuni casi fortemente intaccata, riesce tuttavia a sopravvivere nell&rsquo;impianto geometrico della citt\u00e0.<br \/>\nLa <strong><em>Faventia romana<\/em><\/strong> sorse nell&rsquo;ultimo quarto del II secolo a.C. in un sito abitato sin dalla preistoria, ma \u00e8 forse solo in seguito alla costruzione della <strong><em>Via Emilia<\/em><\/strong> (187 a.C.) che si puo&rsquo; far risalire la fondazione della citt\u00e0. Tra le attivita di tipo artigianale risalenti all&rsquo;epoca romana delle <strong><em>domus<\/em><\/strong>\u00a0 vanno annoverate le lavorazioni della ceramica, dei laterizi e del lino.<br \/>\nLe\u00a0 testimonianze dell&rsquo;arte dal V secolo in avanti sono la chiesa di <strong>S. Maria ad Nives (S. Maria Vecchia)<\/strong>, la pi\u00f9 antica basilica cristiana cittadina, eretta <em>extra moenia<\/em> nel VI-VII secolo a sud della via Emilia e la cripta della chiesa di <strong>SS. lppolito e Lorenzo<\/strong> del VII-XII secolo.<br \/>\nVerso la fine dell&rsquo;VIII secolo la citt\u00e0 si riconsolid\u00f2 entro una cerchia fortificata &#8211; invariata fino al XIII secolo &#8211; ed eresse, nell&rsquo;area centrale, la <strong>Pieve di San Pietro ( oggi Cattedrale).<\/strong> Nel X secolo fu elevato a fianco della Basilica di S. Maria ad Nives il grandioso <strong>campanile ottagonale dove mori San Pier Damiani (il 22 febbraio del 1072)<\/strong>. A partire dall&rsquo;XI secolo si moltiplicarono le parrocchie urbane e si form\u00f2, oltre il Lamone, il primo nucleo del <strong>Borgo Durbecco<\/strong>,dove\u00a0 ancora oggi si pu\u00f2 ammirare l&rsquo;antica chiesa \u00ab\u00a0Magione\u00a0\u00bb o della Commenda fondata da Fra Saba da Castiglione ( famoso abate storico letterato e cultore dell&rsquo;arte).<\/p>\n<p>Il centro storico \u00e8 caratterizzato dal\u00a0 <strong>Palazzo del Podest\u00e0<\/strong> e il <strong>Palazzo del Popolo<\/strong><strong>,<\/strong> sede della signoria dei Manfredi,\u00a0 il Duomo e l&rsquo;Episcopio e una monumentale fontana.<br \/>\nIl <strong>Duomo<\/strong> fu costruito su progetto di <em>Giuliano da Maiano<\/em> a partire dal 1474, grazie all&rsquo;interessamento del <em>Vescovo Federico Manfredi<\/em>, fratello di Carlo che unitamente a <strong>S. Stefano Vetere <\/strong>(a pianta centrale), alla cerchia muraria e all&rsquo;abbellimento sul fronte del giardino del <strong>Palazzo della Signoria<\/strong>, con il<strong> Voltone della Molinella\u00a0<\/strong> costituisce una delle maggiori testimonianze rinascimentali a Faenza.<br \/>\nNel primo quarto del XVII secolo furono costruiti il <strong>Loggiato degli Orefici<\/strong> di fronte alla Cattedrale, la <strong>FontanaMonumentale\u00a0 Pubblica<\/strong><strong>,<\/strong> la <strong>Torre dell&rsquo;Orologio<\/strong> e fu completato il loggiato occidentale della piazza maggiore.<\/p>\n<p>Oggi Faenza \u00e8 conglobata in quell&rsquo;<em>unicum<\/em> edilizio che corre lungo la <strong>via Emilia<\/strong><strong>,<\/strong> ma ha sempre mantenuto la sua matrice ordinata, geometrica e misurata e una sobriet\u00e0 di origine classica che ne costituisce ancora il carattere peculiare.<\/p>\n<h4><strong>Il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza<\/strong><\/h4>\n<p>ospita nei suoi ampi spazi espositivi, a fianco delle opere della produzione italiana ed europea dal Medioevo all\u2019Ottocento, importanti sezioni dedicate all&rsquo;America precolombiana, alla Grecia classica, all&rsquo;et\u00e0 romana, al vicino e medio Oriente e alla ceramica islamica.<br \/>\nSpazi specifici sono dedicati alla ceramica dei maggiori artisti del Novecento e della contemporaneit\u00e0, italiani e stranieri.<br \/>\nIl Museo contempla anche una biblioteca specializzata, il laboratorio Giocare con l&rsquo;Arte per la didattica con il metodo di Bruno Munari, e il laboratorio di restauro cui \u00e8 affidata la manutenzione delle opere e pi\u00f9 largamente tutta l\u2019attivit\u00e0 conservativa, punto di contatto obbligato per la specificit\u00e0 tecnica e tecnologica della ceramica. Il Museo pubblica dal 1913 la rivista \u00ab\u00a0Faenza\u00a0\u00bb.<br \/>\nIl bookshop \u00e8 fornito di tutte le pubblicazioni curate dal Museo, di un&rsquo;ampia scelta di libri dedicati alla ceramica e di una selezione di oggetti ceramici prodotti da artigiani faentini.<\/p>\n<h4>Per informazioni turistiche del territorio faentino:<\/h4>\n<h4>PRO LOCO FAENZA<\/h4>\n<p>Voltone della Molinella, 2<br \/>\nFaenza (Ra) &#8211; Italy<br \/>\nTel\/Fax. +39 0546 25231<br \/>\n<a href=\"mailto:info@prolocofaenza.it\">info@prolocofaenza.<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>LA MAPPA DEL PERCORSO<\/strong><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.google.com\/maps\/d\/u\/1\/embed?mid=1d2uTATW5sVHLn0RCG_dkF4YIMOk\" width=\"640\" height=\"480\"><\/iframe><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/download\/\">tappa PDF Viae Misericordiae<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/drive.google.com\/open?id=0B7MxNIjPCxoKa3gzeV9rR3RtUXc\">Scarica il file kmz apribile con google earth<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>D\u00e9sol\u00e9, cet article est seulement disponible en Italiano, English, Deutsch et Espa\u00f1ol. Pour le confort de l\u2019utilisateur, le contenu est affich\u00e9 ci-dessous dans la langue par d\u00e9faut du site. Vous pouvez cliquer l\u2019un des liens pour changer la langue du site en une autre langue disponible.MONTEPAOLO(440m\u00a0 s.l.m.) FAENZA (35m s.l.m.) Dislivello: \u2191566m \u2193338m Lunghezza: 23 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1543,"parent":57,"menu_order":80,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"page-templates\/template-tappa.php","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-87","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/87","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=87"}],"version-history":[{"count":45,"href":"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/87\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1361,"href":"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/87\/revisions\/1361"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/57"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1543"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.viaemisericordiae.org\/fr\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=87"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}